PAOLO

Visione e missione

Al centro della visione di Paolo Colombo c’è la convinzione che la storia debba tornare a essere ciò che era in origine: una narrazione capace di dare senso all’esperienza umana. “La storia nasce come fabula, racconto accattivante, capace di generare piacere intellettuale, godimento emotivo. Questa è la dimensione che occorre recuperare,” sostiene Colombo. In questo senso, il suo approccio rappresenta un ritorno alle radici più autentiche della storiografia.

La missione che guida il lavoro di Colombo può essere articolata in diversi obiettivi interconnessi:

  1. Sfidare il luogo comune secondo cui “la storia fatta dagli studiosi è per forza noiosa”. Questo obiettivo implica un ripensamento radicale delle modalità comunicative senza sacrificare il rigore scientifico.
  2. Democratizzare l’accesso al sapere storico, portandolo fuori dalle aule universitarie e rendendolo accessibile a un pubblico più ampio. Come afferma Colombo: “Quel che ‘Storiaenarrazione’ si propone e propone di fare è lavorare attorno al nucleo forte della ‘condivisione del sapere’.”
  3. Restituire alla storia la sua dimensione emotiva. Per Colombo, “le emozioni hanno un ruolo fondamentale nell’attivazione dei neuroni e delle sinapsi” e quindi nella formazione di una memoria duratura. La narrazione storica deve saper toccare le corde emotive dell’ascoltatore.
  4. Sviluppare una coscienza storica attiva, ovvero la capacità di percepire il proprio tempo storico mentre lo si vive. “Dobbiamo coltivare quella che chiamerei una ‘coscienza storica attiva’, ovvero la capacità di osservare criticamente il presente, di contestualizzarlo in una prospettiva più ampia,” spiega Colombo.
  5. Promuovere un’etica della narrazione storica. Colombo è profondamente consapevole della responsabilità che comporta raccontare la storia: “Chi racconta la storia ha un potere enorme. Non solo interpreta il passato, ma contribuisce a modellare la percezione collettiva di quel passato, influenzando così anche il presente e il futuro.”
  6. Integrare diverse forme artistiche nella narrazione storica. La collaborazione con illustratori, musicisti, attori è parte integrante della sua visione, nella convinzione che l’interazione tra diversi linguaggi artistici arricchisca l’esperienza della storia.
  7. Innovare la didattica della storia a tutti i livelli, dalla scuola all’università. Colombo propone un “sapere conviviale” che includa il fruitore nel processo di costruzione culturale e attivi la curiosità intellettuale.

La visione di Colombo non è solo teorica, ma si è concretizzata in pratiche innovative che hanno dimostrato la loro efficacia. “Storia e Narrazione” è diventato un punto di riferimento nel panorama culturale italiano, dimostrando che è possibile coniugare rigore scientifico e coinvolgimento emotivo, profondità di analisi e accessibilità.

In un’epoca caratterizzata da quella che Colombo definisce “cultura dell’immediatezza”, la sua missione assume un valore ancora più significativo: riaffermare il valore della profondità storica e della complessità contro la tendenza alla semplificazione e alla frammentazione.

“La storia non è solo qualcosa che studiamo, è qualcosa che viviamo ogni giorno. Acquistare consapevolezza del nostro essere parte della storia ci responsabilizza, ci fa sentire protagonisti e non spettatori passivi del nostro tempo.”

Un sogno così

Il primo romanzo di Paolo Colombo

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